Ann Hirsh. Submarine Society.

Ann Hirsch _ Dancers in the Dark (Cuts series)

L’irriverente ricerca artistica di Ann Hirsch (1985, Baltimora, vive e lavora a Los Angeles) esplora il ruolo ricoperto dalle donne nello spazio on line e le tacite convenzioni che vincolano l’espressione della sessualità femminile. Cresciuta in una famiglia molto conservatrice, scopre giovanissima il mondo delle AOL chatroom che, al termine degli studi accademici, ispira i suoi intensi esperimenti performativi mediatici.

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Roulè. Style Drop.

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“Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto”, scriveva Jack Kerouac nel 1949 nel suo celebre romanzo On the Road, e questa suggestione si rivela particolarmente appropriata per introdurre l’opera di Roulè, artista multimediale impegnato in una vasta gamma di espressioni visuali che spaziano dai graffiti sui muri, alla pittura, alla fotografia e alla micro scultura.

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Christian Boltanski. Anime. Di Luogo in Luogo.

2_Animitas (blanc) © C. Boltanski

Da vent’anni Christian Boltanski (Parigi, 1944) ha un rapporto privilegiato con Bologna: nel 1997 la città ha ospitato la sua prima grande personale italiana in cui venne presentata l’opera Les Regards, ispirata alle fotografie di partigiani fucilati che i parenti collocarono in un angolo di piazza Nettuno dopo la Liberazione, mentre dal 2007 nel Museo per la Memoria di Ustica i resti del DC9 esploso in volo sono accompagnati da una sua installazione permanente che commemora le 81 vittime dell’incidente aereo con una costellazione di specchi neri e lumi intermittenti che trasformano la sede espositiva in un sacrario laico.

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Il frammento come strumento. Maria Teresa Alvez – Øystein Aasan e Piero Gilardi.

PH MICHELE ALBERTO SERENI

Una delle conseguenze più significative dell’onnipresente moltiplicazione dell’immagine nell’era mediale è la frantumazione della realtà in una miriade di testimonianze visive livellate dal web, medium mass-mediatico sempre più populista e incapace di produrre affidabili gerarchie di senso.

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Salvatore Nocera. Un decennio di ritardo.

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Nato a Bologna nel 1928 e trasferitosi a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, Salvatore Nocera, pittore intellettualmente inquieto e di indole riservata, non ha mai esposto nella sua città natale e ha lasciato tracce evanescenti e confuse della sua produzione artistica, trascurando titoli e datazioni e arrivando talvolta a distruggere le sue stesse opere o a reclamarne il possesso una volta vendute.

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