Dissenso Cognitivo. Tetano

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Le strade di periferia, con le loro schiere di palazzi popolari, capannoni spesso dismessi e arredi urbani divelti, offrono un’immagine emblematica dell’habitat artificiale in cui l’uomo si è adattato a vivere e l’intricato sistema di segni che queste emergenze oggettuali supportano hanno ispirato a scrittori, artisti e film maker le più visionarie proiezioni sul futuro.  Continua a leggere

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Vivian Maier. Io sono ciò che vedo

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La storia di Vivian Maier, talentuosa fotografa autodidatta che tra gli anni ’50 e ’70 immortalò la società statunitense del boom economico in vivaci scatti di strada, è ancora in gran parte avvolta dal mistero e il suo imponente archivio fotografico, emerso una decina d’anni fa in circostanze fortuite, è un affascinante caso di riscoperta postuma che rinvigorisce il mito romantico dell’artista solitario e incompreso  che affida al destino la sopravvivenza del proprio lavoro.  Continua a leggere

Liliana Moro. Underflow

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La ricerca di Liliana Moro (Milano, 1961) esplora il rapporto tra realtà soggettiva e spazio esterno attraverso essenziali composizioni basate sulla connessione tra suoni, parole, video, sculture, immagini e azioni che mettono in scena fragili equilibri tra materiali e oggetti apparentemente semplici la cui sotterranea vitalità interagisce con le percezioni e le emozioni dello spettatore.  Continua a leggere

Virgilio Villoresi. Meraviglioso Artificio

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Ciò che rende ancora oggi ancora estremamente affascinante la visione delle prime pellicole cinematografiche è la leggera accelerazione dei movimenti degli attori, che li fa assomigliare a bizzarri meccanismi sul punto di incepparsi, la presenza di effetti speciali manifestamente finzionali e le scenografie ricreate in studio che riuscivano a racchiudere mondi complessi tra semplici pareti di cartone dipinto senza togliere spazio all’immaginazione. Continua a leggere

Erin Shirreff. L’oggetto e la sua rappresentazione

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Il lavoro di Erin Shirreff (Kelowna, Canada, 1975, vive e lavora a New York), presentato per la prima volta in Italia nel Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi a cura di Simone Menegoi, si avvale di materiali e tecniche disparate (video, fotografia e scultura) per indagare le modalità con cui percepiamo gli oggetti in relazione a un tempo e a uno spazio sempre più condizionati da filtri mediatici. Continua a leggere