Katerina Belkina. Humanism

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Lo studio CreArte di Oderzo (TV) presenta una nuova personale di Katerina Belkina, finalista del Premio Celeste 2015 e vincitrice quest’anno dell’Hasselblad Masters Award nella sezione fotografia. L’artista russa, di cui la galleria ha ottenuto l’esclusiva per l’Italia, realizza i suoi scatti con un approccio pittorico integrato da una raffinata elaborazione digitale che raffredda l’immagine collocandola in un’imprecisabile congiuntura spazio-temporale. Suddividendo i suoi lavori in serie tematiche, l’artista orchestra nitide composizioni che la ritraggono al centro della scena mentre interpreta ambigue figure femminili in bilico tra performance e still life. I suoi travestimenti minimali, in cui parrucche, soggoli e abiti monocromi intonati all’ambiente si alternano alla pelle digitale indossata dalle nudità, suggeriscono personaggi dall’incerta natura artificiale che concentrano ogni vibrazione emotiva nell’espressività dello sguardo rivolto alle ermetiche profondità del proprio altrove intimo. L’artista sembra percepire l’essere umano come cassa di risonanza di un vuoto interiore che l’assedia anche dall’esterno congelando i suoi gesti e le sue decisioni. Spogliata di desideri e speranze, questa creatura liminare sembra voler sfuggire al principio di individuazione mimetizzandosi nell’irreale impeccabilità di una metropoli contemporanea in cui anche la neve appare sintetica.

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Nella serie Empty Spaces Katerina Belkina si ritrae sullo sfondo di suggestivi paesaggi urbani che sembrano funzionare in modo autosufficiente escludendo l’intervento umano: l’artista, unica sopravvissuta o ultimo essere senziente rimasto sul Pianeta, è una presenza inquieta che attraversa i luoghi in cui compare assorbendo dentro di sé la solitudine che l’avvolge. In viaggio senza una meta su scintillanti mezzi di trasporto che la patinatura digitale rende futuristici o assorta alla finestra di un appartamento asettico, la donna impronta di sé lo spazio che la circonda senza prenderne veramente possesso. Il fulcro dell’immagine sono i suoi occhi azzurri in cui si legge il conflitto tra un misterioso universo interiore e la fascinazione per una realtà esterna incapace di accoglierla appieno. Se la solitudine e il vuoto sono tratti distintivi della contemporaneità che nessuna perfezione tecnologica può attenuare, l’artista trasforma in bellezza assoluta l’inadeguatezza esistenziale dei suoi personaggi restituendo dignità al loro spaesamento.

Belkina_Katerina_The_Sinner

Proseguendo l’orgogliosa riaffermazione della centralità umana a prescindere dalla sua costitutiva fragilità, Belkina nella serie Revival ripercorre alcuni capolavori della pittura Rinascimentale interpretandone i modelli in un inedito umanesimo femminile. I suoi alter ego fotografici nascono in questo caso dall’ibridazione tra le tematiche antiche e le sue personali vicende di donna e madre, appropriandosi della citazione come spunto allegorico da attualizzare. Così Vesna incarna la Primavera come madonna allattante in un nugolo fiorito di botticelliana memoria, The Sinner è l’adultera difesa da Cristo nel dipinto di Lucas Cranach il Giovane mentre in Constant una coppia di donne inscena un compianto laico ai piedi un nuovo  Golgota costituito da grattacieli e ciminiere industriali.

Belkina_Katerina_Constant

L’artista atteggiandosi a icona sembra suggerire che il ritorno al simbolismo forte dell’archetipo, aggiornandone lo stile e le implicazioni, possa essere un antidoto alla spersonalizzazione indotta dallo stile di vita occidentale contemporaneo esasperato in Empty Spaces. La comprensione del passato culturale è fondamentale per mettere in prospettiva gli stereotipi che oggi condizionano il nostro giudizio sulle cose, spesso inficiato da retaggi consuetudinari talmente antichi da sembrare naturali.  Soprattutto la visione  della donna, a dispetto della generalizzata normalizzazione dell’anticonformismo che impronta molti aspetti della socialità attuale, appare ancora condizionata dall’ancestrale dualismo che contrappone il suo ruolo di vergine e madre a quello di peccatrice e tentatrice. Intersecando una profonda conoscenza dei meccanismi antichi dell’effige con le sollecitazioni innescate dall’attualità, Katerina Belkina inscena una nuova mitologia del femminile che ne esalta la resilienza in una coraggiosa esplicitazione del culto di se stessa.

 

Info:

Katerina Belkina. Humanism.
a cura di Carlo Sala
12 marzo – 16 aprile 2016
Giovedì – sabato: 16.00 – 19.30, domenica 9.30 – 12.30 e 16.00 – 21.30
CreArte Studio – Palazzo Porcia
Piazza Castello 1, Oderzo (TV)

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